Approvata la legge regionale sulla parità retributiva

vignetta sul divario retributivo tra uomo e donna

[24-02-2022] Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il 15 febbraio scorso, con votazione unanime, la legge numero 3 "Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra donne e uomini e il sostegno all'occupazione femminile stabile e di qualità". 

 

Un iter abbastanza rapido,¬†per questa proposta legislativa¬†presentata nel luglio 2021,¬†che si proponeva di migliorare i livelli di parit√† di genere nel lavoro, con particolare riguardo al divario retributivo, tasso di occupazione e presenza nelle posizioni professionali pi√Ļ elevate, in un contesto nazionale e internazionale fortemente orientati al recupero delle differenze che su questi fronti sono state registrate tra lavoratrici e lavoratori.¬†

 

Rispetto alla proposta originaria (ne abbiamo parlato qui), la legge¬†appena pubblicata vede alcune novit√†, che sembrano andare in direzione di una pi√Ļ puntuale assunzione di responsabilit√† da parte regionale. Oltre la parit√† retributiva, sono ora definiti altri 3 ambiti d'intervento su cui concretizzare l'impegno: il rafforzamento dell'occupazione femminile nel lavoro dipendente e autonomo, la diffusione di una cultura organizzativa antidiscriminatoria nei luoghi di lavoro, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro insieme ad un riequilibrio dei carichi di cura e familiari.¬†

 

Come realizzare questi interventi? In una logica di mainstreaming: all'interno (nello stesso ente regionale) in tutti i livelli dell'azione amministrativa, legislativa e di governo, con uno specifico cenno in proposito al bilancio di genere come strumento di analisi dell'impatto (di genere, ovviamente) delle politiche prodotte; e all'esterno, attraverso il raccordo con altre istituzioni e con organismi che attuano politiche di genere, in un auspicabile rafforzamento del ruolo di realtà fin troppo e lungamente relegate ai margini.  

 

Sugli strumenti la parte del leone √® nuovamente giocata dal Registro delle imprese, da intendersi come quelle "virtuose" in materia di parit√† retributiva e di pari opportunit√†; il nuovo testo allarga le maglie dell'iscrizione a quelle che redigono il rapporto sulla situazione del personale per genere su base volontaria, ossia prima di maturare i requisiti di legge che ne prevedono l'obbligo, in pratica le aziende con meno di 50 dipendenti. Quella del Registro delle imprese virtuose √® la novit√† saliente voluta dal legislatore, che caratterizza il nuovo approccio: premiante nei bandi di gara e nell'attribuzione di benefici economici alle imprese iscritte e, specularmente, restrittiva nei confronti di quelle per le quali siano state accertate violazioni in materia di parit√† nel lavoro, di trattamenti in maternit√† e paternit√†, nonch√© discriminazioni e molestie, anche sessuali. Per rendere pi√Ļ efficace il nuovo sistema sono previsti accordi di rete con soggetti a vario titoli coinvolti, come la consigliera regionale di parit√†, tribunali e corti d'appello, ispettorati territoriali del lavoro, organizzazioni sindacali, con funzioni di controllo del rispetto dei requisiti richiesti per le agevolazioni o per la loro decadenza.

 

Forte revisione per l'articolo 5 sulle misure da adottare per promuovere l'occupazione femminile stabile e di qualit√†, che contempla un'azione sinergica istituzionale di sostegno alle politiche attive per il lavoro e per la formazione, con il coinvolgimento delle strutture territoriali dei servizi per l'impiego e una particolare attenzione sull'utenza femminile. √ą tutto dedicato al reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza il nuovo articolo 6, un ambito non presente nel testo originario della proposta di legge regionale.¬†

 

L'impegno della Regione, al suo interno e tra i suoi enti strumentali, è racchiuso nel nuovo Capo IV, dedicato alle misure di tutela e sostegno al benessere organizzativo del personale, con particolare riferimento a quello femminile, attraverso gli organi e organismi di parità e pari opportunità, con particolare riferimento ai Cug o comitati unici di garanzia, che diventano centrali nel raggiungimento di una maggiore sostenibilità organizzativa.

 

Merita attenzione l'articolo 8 dedicato ai tempi di vita e di lavoro, nodo cruciale del divario di genere in ambito sociale e lavorativo: la Regione prevede di riorganizzare i servizi pubblici e privati convenzionati per consentire di incrementarne le prestazioni, allargando la platea utente per rispondere alle diverse esigenze di coordinamento degli orari lavorativi o formativi, con i servizi erogati. E merita attenzione e grande attesa l'impegno regionale al sostegno, anche economico, per la condivisione delle responsabilità di cura all'interno della famiglia. 

 

C'è spazio infine per campagne formative e informative, per le quali il testo prevede un impegno finanziario, pari a 100mila euro. Indispensabili per sviluppare una cultura generale su pari opportunità o discriminazioni di genere, le campagne informative saranno prevedibilmente focalizzate sul nuovo strumento del Registro delle imprese "virtuose", destinato a rappresentare il volano di un cambio culturale ampio e diffuso, ma anche un cambio di passo nel mondo imprenditoriale e produttivo.

Non vi è dubbio che la legge si iscrive maggiormente in questo tipo di contesto - imprenditoriale e produttivo - dove il Paese ha assunto impegni precisi, anche per accedere ai finanziamenti del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza), con l'obiettivo di superare un divario esistente con i partner europei, grave soprattutto nel dominio del lavoro, proponendosi per esempio il recupero di almeno 5 punti negli indicatori europei per la parità di genere che consenta un posizionamento tra i primi dieci stati membri nei prossimi dieci anni. 

 

 


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