Strutture antiviolenza più cinque: la Regione aggiorna gli elenchi

street art a Dolo (VE) panchina antiviolenza

[11-05-2021] Passano da 48 a 53 le strutture di accoglienza e sostegno alle donne vittime di violenza nella nuova articolazione organizzativa approvata dalla giunta regionale a fine aprile, distintamente per province venete e area metropolitana. Gli aggiornamenti alle strutture hanno interessato le province di Belluno, Padova, Verona e Vicenza, mentre restano confermate le dotazioni esistenti per Venezia, Rovigo e Treviso. 

 

Le new entry del 2020 sono dunque a: 

  • Belluno: la Casa rifugio Silvia, promossa dall'associazione Belluno Donna
  • Padova, che ne aggiunge due: il Centro antiviolenza Leuké e la Casa rifugio Virginia, promossi e gestiti dal Centro Veneto Progetti Donna e Auser; 
  • Verona: la Casa rifugio Ovest Veronese, promossa dall'Ulss 9 Scaligera e gestita dall'istituto Don Calabria - Casa San Benedetto;
  • Schio (Vicenza): la casa rifugio Il Filo di Roberta, promossa e gestita dalla cooperativa sociale Samarcanda,

che portano i Centri Antiviolenza complessivamente a 26 (erano 25 nel 2019) e le Case rifugio a 27 (erano 23). 
Non è passata invece al vaglio dei requisiti necessari previsti dalla legge, la proposta di una casa rifugio a Cavarzere da parte dell'associazione Koinonia Giovanni Battista Corte Gesia. 

 

Niente di nuovo per l'area metropolitana veneziana, che conferma 6 centri antiviolenza (2 a Venezia e i restanti a Chioggia, Noale, Portogruaro e San Donà di Piave) e 3 case rifugio, di cui 2 promosse dal Comune di Venezia e l'altra dalla Fondazione Ferrioli Bo di San Donà di Piave. Si confermano inoltre i 9 sportelli collegati ai Centri antiviolenza: a Venezia (cui si sono aggiunte recenti ulteriori aperture a Cannaregio e Lido), a Mira, Mirano, Jesolo, Musile di Piave e Cavarzere.

 

L'offerta metropolitana rappresenta complessivamente il 17% dell'offerta veneta, in terza posizione dopo Vicenza e Padova, ma si mantiene in testa con il 23% guardando ai centri antiviolenza. Maggior carenza di punti di servizio emerge invece per le aree provinciali di Rovigo (che detiene meno del 4% della complessiva articolazione regionale), seguita da Belluno (6%) e da Verona (11%).

 

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La nuova articolazione migliora il rapporto di copertura tra struttura e residenti, considerando la sola popolazione femminile e con riferimento ai dati di popolazione pubblicati da Istat al 1° gennaio 2020: per quanto appena visto l'area metropolitana veneziana conferma la migliore copertura per i Centri antiviolenza (1 per 72mila donne residenti, contro il dato regionale di circa 96mila), ma scende in terzultima posizione per le case rifugio (1 per 145mila, contro il dato regionale di 92mila). 

Per quanto riguarda le case rifugio si aggiudica il primo posto Belluno (1 per 52mila donne residenti), seguita da Vicenza e Padova, province, queste ultime, che registrano un rapporto di copertura sopra il dato regionale per entrambe le strutture. Non solo: Vicenza copre da sola quasi il 30% della dotazione di case rifugio e Padova il 26%. 

 

Non sono in ogni caso ancora raggiunti i livelli ottimali, stabiliti in occasione dell'Expert Meeting tenutosi in Finlandia nel novembre 1999 in 1 centro antiviolenza ogni 10.000 residenti e una casa rifugio ogni 50mila abitanti (non solo donne residenti, una bella differenza!).

 

Per saperne di più 

in questo sito: Strutture antiviolenza in provincia